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Behind the Icons / Raising the Flag on Iwo Jima

15,00 
Un istante lungo quattro centesimi di secondo cambierร  per sempre la vita di un fotografo, di sei uomini, delle loro famiglie e di un Paese intero. Quattro centesimi di secondo, tanto basta per far sรฌ che โ€œRaising the Flag on Iwo Jimaโ€ diventi la fotografia di guerra piรน famosa di sempre, che ha ispirato un romanzo, un film e lโ€™allora Presidente degli Stati Uniti dโ€™America, Franklin Delano Roosvelt, a fare di quellโ€™immagine unโ€™icona della potenza militare made in USA. Gli aneddoti, le dicerie, le bugie, le inesattezze, ma anche lโ€™impatto mediatico e i tecnicismi legati ad un determinato tipo di immagine. Roberta Fuorvia ricostruisce in modo dettagliato questa storia dando importanza allโ€™unicitร  e irripetibilitร  che ogni singola fotografia possiede e indagando il motivo per cui determinate immagini diventano iconiche.

* * *

โ€œIl testo vero e proprio รจ costituito da una sessantina di pagine mentre piรน della metร  del libro contiene una ricerca iconografica pregevole. Che non รจ riempitiva ma nellโ€™ottica di una forma che si fa anche contenuto, รจ un apparato visivo imprescindibile per comprendere lโ€™approccio dellโ€™autrice a una materia complessaโ€. Alberto Castellano, Alias, il manifesto โ€œA caratterizzare la ricerca di Fuorvia non รจ solo lโ€™impatto mediatico delle immagini iconiche, ma anche gli aspetti tecnici che contribuiscono alla loro immortalitร . Il testo esplora il sottile confine tra veritร  storica e percezione pubblica, offrendo uno spunto di riflessione sulle dinamiche che trasformano una fotografia in un simboloโ€. Lara Gigante, Quotidiano di Puglia
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Behind the Icons / Raising the Flag on Iwo Jima

15,00 
Un istante lungo quattro centesimi di secondo cambierร  per sempre la vita di un fotografo, di sei uomini, delle loro famiglie e di un Paese intero. Quattro centesimi di secondo, tanto basta per far sรฌ che โ€œRaising the Flag on Iwo Jimaโ€ diventi la fotografia di guerra piรน famosa di sempre, che ha ispirato un romanzo, un film e lโ€™allora Presidente degli Stati Uniti dโ€™America, Franklin Delano Roosvelt, a fare di quellโ€™immagine unโ€™icona della potenza militare made in USA. Gli aneddoti, le dicerie, le bugie, le inesattezze, ma anche lโ€™impatto mediatico e i tecnicismi legati ad un determinato tipo di immagine. Roberta Fuorvia ricostruisce in modo dettagliato questa storia dando importanza allโ€™unicitร  e irripetibilitร  che ogni singola fotografia possiede e indagando il motivo per cui determinate immagini diventano iconiche.

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โ€œIl testo vero e proprio รจ costituito da una sessantina di pagine mentre piรน della metร  del libro contiene una ricerca iconografica pregevole. Che non รจ riempitiva ma nellโ€™ottica di una forma che si fa anche contenuto, รจ un apparato visivo imprescindibile per comprendere lโ€™approccio dellโ€™autrice a una materia complessaโ€. Alberto Castellano, Alias, il manifesto โ€œA caratterizzare la ricerca di Fuorvia non รจ solo lโ€™impatto mediatico delle immagini iconiche, ma anche gli aspetti tecnici che contribuiscono alla loro immortalitร . Il testo esplora il sottile confine tra veritร  storica e percezione pubblica, offrendo uno spunto di riflessione sulle dinamiche che trasformano una fotografia in un simboloโ€. Lara Gigante, Quotidiano di Puglia
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La Magnifica Ossessione

15,00 
Precursore del โ€œnuovo cinema italianoโ€ a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, Salvatore Piscicelli inizia la sua carriera come critico cinematografico prima di debuttare alla regia come documentarista. Il suo primo lungometraggio, Immacolata e Concetta โ€“ Lโ€™altra gelosia (1979), vince numerosi riconoscimenti, tra cui il Pardo dโ€™Argento al Locarno Film Festival, e mostra giร  chiaramente lโ€™estetica e lo stile del regista. Sulla stessa scia, i lavori successivi mostreranno lo sguardo antropologico di Piscicelli, pioniere di quella narrazione che poi si affermerร  negli anni Duemila e che deve tanto a film come Le occasioni di Rosa (1981), Blues metropolitano (1985), Baby gang (1992). In questo libro critici e studiosi danno vita alla prima monografia sul regista, indagandone i canoni, lo stile e gli elementi fondanti. *** A cura di Alberto Castellano. Sandro Dionisio, Fabrizio Croce, Paola Pagliuca, Valerio Caprara, Luigi Barletta, Mario Franco, Fabio Zanello, Francesco Della Calce, Achille Pisanti, Goffredo De Pascale, Gino Frezza, Adriano Aprร , Armando Andria, Giancarlo Giacci, Gina Annunziata sono gli studiosi e i critici che hanno contribuito alla stesura del libro con i loro saggi.

* * *

โ€œUn bellissimo esempio di come critici e cineasti possano intrecciare percorsi teorici fruttuosi e affettiโ€. Cristiana Paternรฒ, Cinecritica โ€œBrillante ed esaustiva monografiaโ€. Valerio Caprara, Il Mattino โ€œSalvatore Piscicelli รจ una figura centrale nel cinema italiano dellโ€™ultimo mezzo secolo eppure incredibilmente la sua lunga carriera non era mai stata raccontata in un libro. A colmare la lacuna ci pensano il critico e saggista Alberto Castellano e lโ€™editore Martin Eden, con un pregevole volumeโ€. Antonio Tricomi, La Repubblica โ€œSaggi appassionati, convincenti, coinvolgenti e sconvolgentiโ€. Roberto Silvestri, FilmTV โ€œUna saggistica cospicua, quindici brani di riflessione critica, unโ€™intervista rivelatrice che ha attimi di zenith, una galleria fotografica, una necessaria filmografia e il resto dellโ€™opera densa. Ciascuno degli interventi, tutti profondi, precisi e da leggere con attenzione, si propone in unโ€™area specifica dellโ€™autoreโ€. Claudio Trionfera, iKonoPlast n.23
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La Magnifica Ossessione

15,00 
Precursore del โ€œnuovo cinema italianoโ€ a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, Salvatore Piscicelli inizia la sua carriera come critico cinematografico prima di debuttare alla regia come documentarista. Il suo primo lungometraggio, Immacolata e Concetta โ€“ Lโ€™altra gelosia (1979), vince numerosi riconoscimenti, tra cui il Pardo dโ€™Argento al Locarno Film Festival, e mostra giร  chiaramente lโ€™estetica e lo stile del regista. Sulla stessa scia, i lavori successivi mostreranno lo sguardo antropologico di Piscicelli, pioniere di quella narrazione che poi si affermerร  negli anni Duemila e che deve tanto a film come Le occasioni di Rosa (1981), Blues metropolitano (1985), Baby gang (1992). In questo libro critici e studiosi danno vita alla prima monografia sul regista, indagandone i canoni, lo stile e gli elementi fondanti. *** A cura di Alberto Castellano. Sandro Dionisio, Fabrizio Croce, Paola Pagliuca, Valerio Caprara, Luigi Barletta, Mario Franco, Fabio Zanello, Francesco Della Calce, Achille Pisanti, Goffredo De Pascale, Gino Frezza, Adriano Aprร , Armando Andria, Giancarlo Giacci, Gina Annunziata sono gli studiosi e i critici che hanno contribuito alla stesura del libro con i loro saggi.

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โ€œUn bellissimo esempio di come critici e cineasti possano intrecciare percorsi teorici fruttuosi e affettiโ€. Cristiana Paternรฒ, Cinecritica โ€œBrillante ed esaustiva monografiaโ€. Valerio Caprara, Il Mattino โ€œSalvatore Piscicelli รจ una figura centrale nel cinema italiano dellโ€™ultimo mezzo secolo eppure incredibilmente la sua lunga carriera non era mai stata raccontata in un libro. A colmare la lacuna ci pensano il critico e saggista Alberto Castellano e lโ€™editore Martin Eden, con un pregevole volumeโ€. Antonio Tricomi, La Repubblica โ€œSaggi appassionati, convincenti, coinvolgenti e sconvolgentiโ€. Roberto Silvestri, FilmTV โ€œUna saggistica cospicua, quindici brani di riflessione critica, unโ€™intervista rivelatrice che ha attimi di zenith, una galleria fotografica, una necessaria filmografia e il resto dellโ€™opera densa. Ciascuno degli interventi, tutti profondi, precisi e da leggere con attenzione, si propone in unโ€™area specifica dellโ€™autoreโ€. Claudio Trionfera, iKonoPlast n.23
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Io, Nando Paone

15,00 
Quando avevo sedici anni, a Bagnoli cโ€™erano sei, sette sale e si andava al cinema senza sapere nulla del film che avremmo visto. Una sera cโ€™era in programmazione Lโ€™inquilino del terzo piano di Roman Polanski. Quel film mi folgorรฒ, anche per la straordinaria interpretazione di Polanski. Decido: โ€œVoglio fare lโ€™attoreโ€. รˆ da questa folgorazione, come racconta lui stesso, che inizia di fatto lโ€™avventura di Nando Paone nel mondo della recitazione. Da allora, in circa cinquantโ€™anni di carriera, reciterร  in piรน di cento opere tra teatro, cinema e televisione. Nando Paone si racconta a trecentosessanta gradi in questa lunga intervista a cura di Ignazio Senatore, ripercorrendo tutta la sua carriera e riflettendo sul ruolo dellโ€™attore e sul modo in cui la recitazione ha plasmato la sua vita.

* * *

โ€œIl libro tocca puntualmente tutti gli aspetti sia umani che artistici di Paone, mettendo in rilievo le molteplici sfumature della sua personalitร  e la totale dedizione al lavoro dellโ€™attoreโ€. Antonio Tedesco, Proscenio
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Io, Nando Paone

15,00 
Quando avevo sedici anni, a Bagnoli cโ€™erano sei, sette sale e si andava al cinema senza sapere nulla del film che avremmo visto. Una sera cโ€™era in programmazione Lโ€™inquilino del terzo piano di Roman Polanski. Quel film mi folgorรฒ, anche per la straordinaria interpretazione di Polanski. Decido: โ€œVoglio fare lโ€™attoreโ€. รˆ da questa folgorazione, come racconta lui stesso, che inizia di fatto lโ€™avventura di Nando Paone nel mondo della recitazione. Da allora, in circa cinquantโ€™anni di carriera, reciterร  in piรน di cento opere tra teatro, cinema e televisione. Nando Paone si racconta a trecentosessanta gradi in questa lunga intervista a cura di Ignazio Senatore, ripercorrendo tutta la sua carriera e riflettendo sul ruolo dellโ€™attore e sul modo in cui la recitazione ha plasmato la sua vita.

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โ€œIl libro tocca puntualmente tutti gli aspetti sia umani che artistici di Paone, mettendo in rilievo le molteplici sfumature della sua personalitร  e la totale dedizione al lavoro dellโ€™attoreโ€. Antonio Tedesco, Proscenio
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Venti di Cinema

18,00 
Ventโ€™anni sono tanti per qualsiasi cinematografia per gli inevitabili cambiamenti, trasformazioni, nuove modalitร  narrative. Il ventennio 1990 โ€“ 2010 del cinema italiano, oggetto di questo libro, ha la particolaritร  di essere un periodo-chiave visto che arriva dopo gli anni โ€˜70 e โ€˜80 che avevano fatto registrare il consolidamento dei generi e quasi contemporaneamente lโ€™irruzione di movimenti e nouvelle vague e di nuovi autori che cominciarono a riconsiderare/ridisegnare la mappa del nostro cinema e a riflettere su modelli, filoni, stereotipi.ย  Le 150 recensioni comprese nel volume, selezionate tra le tante scritte dallโ€™autore in qualitร  di critico cinematografico del quotidiano Il Mattino, sono in qualche modo lo specchio di cambiamenti, lโ€™evidenziatore affidabile della possibile convivenza del cinema di serie A e serie B, del cinema autoriale e commerciale, di artisti e artigiani.ย  Il libro vuole essere un viaggio al tempo stesso piacevole, appassionante, utile ma anche spiazzante per lโ€™approccio rigoroso al cinema italiano di quegli anni senza distinzioni tra film โ€œaltiโ€ dโ€™autore e prodotti โ€œbassiโ€ di consumo.

* * *

โ€œIl lettore si trova immerso in un flusso di riflessioni, esposte con stile preciso e a tratti tagliente, che mettono in gioco la sua memoria di spettatore. E tra i meriti del volume cโ€™รจ anche quello di riportare alla mente pellicole di valore troppo in fretta dimenticate o accolte distrattamente dal pubblicoโ€. Antonio Tricomi, La Repubblica โ€œCโ€™รจ un poโ€™ di tutto. Anche i B movies? Anche. Soprattutto, cโ€™รจ tanta produzione italiana, perchรฉ Alberto Castellano non รจ soltanto un critico navigato ma un onnivoro di schermo, prima di tutto il grande, con tre, quattro film a settimana di cui cibarsiโ€. Luciano Giannini, Il Mattino
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Venti di Cinema

18,00 
Ventโ€™anni sono tanti per qualsiasi cinematografia per gli inevitabili cambiamenti, trasformazioni, nuove modalitร  narrative. Il ventennio 1990 โ€“ 2010 del cinema italiano, oggetto di questo libro, ha la particolaritร  di essere un periodo-chiave visto che arriva dopo gli anni โ€˜70 e โ€˜80 che avevano fatto registrare il consolidamento dei generi e quasi contemporaneamente lโ€™irruzione di movimenti e nouvelle vague e di nuovi autori che cominciarono a riconsiderare/ridisegnare la mappa del nostro cinema e a riflettere su modelli, filoni, stereotipi.ย  Le 150 recensioni comprese nel volume, selezionate tra le tante scritte dallโ€™autore in qualitร  di critico cinematografico del quotidiano Il Mattino, sono in qualche modo lo specchio di cambiamenti, lโ€™evidenziatore affidabile della possibile convivenza del cinema di serie A e serie B, del cinema autoriale e commerciale, di artisti e artigiani.ย  Il libro vuole essere un viaggio al tempo stesso piacevole, appassionante, utile ma anche spiazzante per lโ€™approccio rigoroso al cinema italiano di quegli anni senza distinzioni tra film โ€œaltiโ€ dโ€™autore e prodotti โ€œbassiโ€ di consumo.

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โ€œIl lettore si trova immerso in un flusso di riflessioni, esposte con stile preciso e a tratti tagliente, che mettono in gioco la sua memoria di spettatore. E tra i meriti del volume cโ€™รจ anche quello di riportare alla mente pellicole di valore troppo in fretta dimenticate o accolte distrattamente dal pubblicoโ€. Antonio Tricomi, La Repubblica โ€œCโ€™รจ un poโ€™ di tutto. Anche i B movies? Anche. Soprattutto, cโ€™รจ tanta produzione italiana, perchรฉ Alberto Castellano non รจ soltanto un critico navigato ma un onnivoro di schermo, prima di tutto il grande, con tre, quattro film a settimana di cui cibarsiโ€. Luciano Giannini, Il Mattino
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Carlo Delle Piane

14,00 
Carlo Delle Piane รจ stato uno dei piรน prolifici attori italiani. Nella sua carriera ha lavorato, fin da bambino, con i piรน grandi registi e attori del panorama cinematografico italiano interpretando ruoli rimasti iconici. Grazie al sodalizio con Pupi Avati mutรฒ professionalmente, affrontando anche ruoli drammatici e arrivando a vincere, nel 1986, la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile al Festival del cinema di Venezia. Ma chi era davvero Carlo Delle Piane? Se dellโ€™attore sappiamo praticamente tutto, non abbiamo mai scoperto lโ€™uomo, di cui sappiamo poco o nulla. In questo libro scopriamo le dolcezze, i limiti, il rapporto con la musica e con le cittร  da lui amate, gli aspetti piรน intimi e nascosti raccontati dalla donna che piรน di chiunque altro lo ha amato e compreso.

* * *

โ€œLa Crispino ci fa scoprire le dolcezze, i limiti, il rapporto con la musica e con le cittร  da lui amate, gli aspetti piรน intimi e nascostiโ€. Alberto Castellano, il manifesto โ€œLa vicenda professionale di Carlo Delle Piane รจ lunga e complessa ma rimane sullo sfondo di quello che Pupi Avati definisce ยซun diario dโ€™amoreยป, ossia il racconto dei sei anni di matrimonio con la musicoterapeuta napoletana Anna Crispino, autrice del libroโ€. Ugo Cundari, Il Mattino โ€œCon il suo stile semplice e diretto, Anna Crispino racconta una storia dโ€™amore. Un amore la cui fiamma รจ ancora viva, come se quattro anni fa Delle Piane non avesse abbandonato per sempre le sceneโ€. Antonio Tricomi, La Repubblica โ€œMa chi era davvero Carlo Delle Piane? Dalla dolcezza al ยซjazz che ascoltava di continuoยป, dalle passioni alle idiosincrasie e le maschere, a metterlo a nudo รจ la donna che lo conosceva bene, Anna Crispino, che lo sposรฒ nel 2013 [โ€ฆ] il libro istruisce sapide e sensibili convergenze parallele tra arte e vita, diaristica e compendio criticoโ€. Rivista del Cinematografo
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Carlo Delle Piane

14,00 
Carlo Delle Piane รจ stato uno dei piรน prolifici attori italiani. Nella sua carriera ha lavorato, fin da bambino, con i piรน grandi registi e attori del panorama cinematografico italiano interpretando ruoli rimasti iconici. Grazie al sodalizio con Pupi Avati mutรฒ professionalmente, affrontando anche ruoli drammatici e arrivando a vincere, nel 1986, la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile al Festival del cinema di Venezia. Ma chi era davvero Carlo Delle Piane? Se dellโ€™attore sappiamo praticamente tutto, non abbiamo mai scoperto lโ€™uomo, di cui sappiamo poco o nulla. In questo libro scopriamo le dolcezze, i limiti, il rapporto con la musica e con le cittร  da lui amate, gli aspetti piรน intimi e nascosti raccontati dalla donna che piรน di chiunque altro lo ha amato e compreso.

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โ€œLa Crispino ci fa scoprire le dolcezze, i limiti, il rapporto con la musica e con le cittร  da lui amate, gli aspetti piรน intimi e nascostiโ€. Alberto Castellano, il manifesto โ€œLa vicenda professionale di Carlo Delle Piane รจ lunga e complessa ma rimane sullo sfondo di quello che Pupi Avati definisce ยซun diario dโ€™amoreยป, ossia il racconto dei sei anni di matrimonio con la musicoterapeuta napoletana Anna Crispino, autrice del libroโ€. Ugo Cundari, Il Mattino โ€œCon il suo stile semplice e diretto, Anna Crispino racconta una storia dโ€™amore. Un amore la cui fiamma รจ ancora viva, come se quattro anni fa Delle Piane non avesse abbandonato per sempre le sceneโ€. Antonio Tricomi, La Repubblica โ€œMa chi era davvero Carlo Delle Piane? Dalla dolcezza al ยซjazz che ascoltava di continuoยป, dalle passioni alle idiosincrasie e le maschere, a metterlo a nudo รจ la donna che lo conosceva bene, Anna Crispino, che lo sposรฒ nel 2013 [โ€ฆ] il libro istruisce sapide e sensibili convergenze parallele tra arte e vita, diaristica e compendio criticoโ€. Rivista del Cinematografo
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Fino all’ultima sala

15,00 
Lโ€™attuale situazione delle sale cinematografiche napoletane โ€” e non solo โ€” รจ complessa. I multisala, lo streaming, lโ€™assenza di cinema di quartiere sono solo alcuni degli elementi di un disordine su cui bisognerebbe fare chiarezza. Le persone non vanno piรน al cinema, questo รจ un dato di fatto, ma cโ€™era un tempo in cui le sale cinematografiche a Napoli erano centinaia. Come ripartire? Questa รจ la domanda che dovremmo porci per provare a dare una scossa allโ€™attuale condizione. In questo libro per cercare di comprendere il presente, si parte dallo studio del passato con un minuzioso lavoro di ricerca che raccoglie dati e numeri per provare, finalmente, a comporre un quadro chiaro della storia delle sale cinematografiche napoletane.

* * *

โ€œUn lavoro davvero imperdibile, quasi come fosse un vecchio film dโ€™avventuraโ€. Giulio Baffi, La Repubblica โ€œCon animo cinรฉphile e istinto da investigatore, il critico Giancarlo Giacci ha portato a termine unโ€™impresa degna di notaโ€. Diego Del Pozzo, Il Mattino โ€œIl cuore del volume sono le tabelle con le quali lโ€™autore evidenzia il numero di sale cinematografiche che negli anni hanno chiuso i battenti [โ€ฆ] Di fronte a questi dati impietosi viene in mente quanto affermava Peppuccio Tornatore: ยซUna cittร  senza cinema รจ come un viso senza occhiยปโ€. Ignazio Senatore, Corriere del Mezzogiorno โ€œSolo un supporto cartaceo puรฒ restituire lโ€™avventurosa storia dei cinema napoletani strappandola alla rassegnazione dellโ€™oblio, allโ€™ineluttabilitร  del dimenticatoio che tutto inghiotte e frulla, al piacere nostalgico di ricordare ogni tanto questa o quella sala che magari scatta quando ci si trova di fronte a un supermercato o a un garage che lโ€™ha sostituitaโ€. Alberto Castellano, Alias, il manifesto โ€œรˆ questa lโ€™occasione per riaccendere il sogno del cinema e delle sale da cinema, e strappare la loro storia allโ€™oblioโ€. Francesca Saturnino, Lโ€™Espresso Napoletano
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Lโ€™attuale situazione delle sale cinematografiche napoletane โ€” e non solo โ€” รจ complessa. I multisala, lo streaming, lโ€™assenza di cinema di quartiere sono solo alcuni degli elementi di un disordine su cui bisognerebbe fare chiarezza. Le persone non vanno piรน al cinema, questo รจ un dato di fatto, ma cโ€™era un tempo in cui le sale cinematografiche a Napoli erano centinaia. Come ripartire? Questa รจ la domanda che dovremmo porci per provare a dare una scossa allโ€™attuale condizione. In questo libro per cercare di comprendere il presente, si parte dallo studio del passato con un minuzioso lavoro di ricerca che raccoglie dati e numeri per provare, finalmente, a comporre un quadro chiaro della storia delle sale cinematografiche napoletane.

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โ€œUn lavoro davvero imperdibile, quasi come fosse un vecchio film dโ€™avventuraโ€. Giulio Baffi, La Repubblica โ€œCon animo cinรฉphile e istinto da investigatore, il critico Giancarlo Giacci ha portato a termine unโ€™impresa degna di notaโ€. Diego Del Pozzo, Il Mattino โ€œIl cuore del volume sono le tabelle con le quali lโ€™autore evidenzia il numero di sale cinematografiche che negli anni hanno chiuso i battenti [โ€ฆ] Di fronte a questi dati impietosi viene in mente quanto affermava Peppuccio Tornatore: ยซUna cittร  senza cinema รจ come un viso senza occhiยปโ€. Ignazio Senatore, Corriere del Mezzogiorno โ€œSolo un supporto cartaceo puรฒ restituire lโ€™avventurosa storia dei cinema napoletani strappandola alla rassegnazione dellโ€™oblio, allโ€™ineluttabilitร  del dimenticatoio che tutto inghiotte e frulla, al piacere nostalgico di ricordare ogni tanto questa o quella sala che magari scatta quando ci si trova di fronte a un supermercato o a un garage che lโ€™ha sostituitaโ€. Alberto Castellano, Alias, il manifesto โ€œรˆ questa lโ€™occasione per riaccendere il sogno del cinema e delle sale da cinema, e strappare la loro storia allโ€™oblioโ€. Francesca Saturnino, Lโ€™Espresso Napoletano
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Un Principe Dada

14,00 
Sinossi: ยซFigli e fratelli, voglio farvi dono di tutta la mia ricchezza, ma le cose mie, strettamente mie, le porto via con me.ยปI lunghi corridoi della Facoltร  di Medicina, i giorni a Calcutta per girare il primo film, le presentazioni nei teatri di Napoli, la Mostra del Cinema di Venezia, la Cappella Sansevero.ย  Una lunga passeggiata tra le vie di Napoli si trasforma in un memoir che porta alla luce i momenti piรน nascosti della vita di un artista. Pittura, cinema, esoterismo, Storia e credenze popolari si mescolano in una scrittura a piรน livelli che racconta lโ€™anima di un uomo, di una cittร  e di una figura strettamente legata ad entrambe: il โ€œnostro caroโ€ Principe di Sansevero.

* * *

โ€œUn lungo itinerario che si dipana attraverso i decenni, richiamando incontri, presenze, spettacoli, versi, esperienze e fantasmi per provare a fornire unitarietร  e coerenza a un percorso articolato, vasto ed eccentricoโ€. Generoso Picone, Il Mattino โ€œUna lunga passeggiata tra le vie di Napoli si trasforma in un memoir che porta alla luca i momenti piรน nascosti della vita dellโ€™artistaโ€. Alberto Castellano, il manifesto
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Un Principe Dada

14,00 
Sinossi: ยซFigli e fratelli, voglio farvi dono di tutta la mia ricchezza, ma le cose mie, strettamente mie, le porto via con me.ยปI lunghi corridoi della Facoltร  di Medicina, i giorni a Calcutta per girare il primo film, le presentazioni nei teatri di Napoli, la Mostra del Cinema di Venezia, la Cappella Sansevero.ย  Una lunga passeggiata tra le vie di Napoli si trasforma in un memoir che porta alla luce i momenti piรน nascosti della vita di un artista. Pittura, cinema, esoterismo, Storia e credenze popolari si mescolano in una scrittura a piรน livelli che racconta lโ€™anima di un uomo, di una cittร  e di una figura strettamente legata ad entrambe: il โ€œnostro caroโ€ Principe di Sansevero.

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โ€œUn lungo itinerario che si dipana attraverso i decenni, richiamando incontri, presenze, spettacoli, versi, esperienze e fantasmi per provare a fornire unitarietร  e coerenza a un percorso articolato, vasto ed eccentricoโ€. Generoso Picone, Il Mattino โ€œUna lunga passeggiata tra le vie di Napoli si trasforma in un memoir che porta alla luca i momenti piรน nascosti della vita dellโ€™artistaโ€. Alberto Castellano, il manifesto
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Stagioni

10,00 
Mi piace il rumore delle mantovane che sbattono al vento. Mi ricorda quello degli ombrelloni in spiaggia. Quando, da ragazzino, andavo in vacanza con i miei. Un suono sordo, come di lenzuola sbattute. Lenzuola pulite, profumate di lavanda appena raccolta. Ad ogni colpo, mi pare di rivedere mia madre.
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Stagioni

10,00 
Mi piace il rumore delle mantovane che sbattono al vento. Mi ricorda quello degli ombrelloni in spiaggia. Quando, da ragazzino, andavo in vacanza con i miei. Un suono sordo, come di lenzuola sbattute. Lenzuola pulite, profumate di lavanda appena raccolta. Ad ogni colpo, mi pare di rivedere mia madre.
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L’ingenua allegria

10,00 
Ai giardinetti di via Ruoppolo ci sono delle panchine dove ogni giorno si riunisce โ€œil palazzo Madama dei pensionati dei quartieri Vomero e Arenellaโ€. Un bizzarro gruppo di anziani che affronta il presente discutendo, sorridendo, ma soprattutto litigando. Il perduto amore, il rimorso per le scelte fatte in gioventรน, lโ€™incessante dubbio sulla strada intrapresa sono solo alcuni dei dilemmi che troveranno soluzione grazie alla figura di un grande luminare: Aurelio Ripamonti, psicoanalista dallo sguardo metallico che cura i suoi pazienti con i libri. Irriverenti su tutto e tutti, legati ad un passato verso il quale non possono che provare nostalgia, osservano il mondo immersi in unโ€™ingenua allegria.
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L’ingenua allegria

10,00 
Ai giardinetti di via Ruoppolo ci sono delle panchine dove ogni giorno si riunisce โ€œil palazzo Madama dei pensionati dei quartieri Vomero e Arenellaโ€. Un bizzarro gruppo di anziani che affronta il presente discutendo, sorridendo, ma soprattutto litigando. Il perduto amore, il rimorso per le scelte fatte in gioventรน, lโ€™incessante dubbio sulla strada intrapresa sono solo alcuni dei dilemmi che troveranno soluzione grazie alla figura di un grande luminare: Aurelio Ripamonti, psicoanalista dallo sguardo metallico che cura i suoi pazienti con i libri. Irriverenti su tutto e tutti, legati ad un passato verso il quale non possono che provare nostalgia, osservano il mondo immersi in unโ€™ingenua allegria.
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La notte e la cittร 

10,00 
La notte e il giorno. Il buio che soffoca la cittร  e la luce che infonde coraggio e desiderio di ricominciare. In questo volume una serie di reportage su Napoli e dintorni che forse possono darci una mano a decodificare la realtร  urbana sempre in bilico tra il male e il bene. Ogni storia ci restituisce un frammento di questo composito mondo che possiamo tentare di comprendere con costruttiva insofferenza o contemplarlo come la moderna evoluzione di unโ€™inerzia millenaria. Al lettore la scelta.
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La notte e la cittร 

10,00 
La notte e il giorno. Il buio che soffoca la cittร  e la luce che infonde coraggio e desiderio di ricominciare. In questo volume una serie di reportage su Napoli e dintorni che forse possono darci una mano a decodificare la realtร  urbana sempre in bilico tra il male e il bene. Ogni storia ci restituisce un frammento di questo composito mondo che possiamo tentare di comprendere con costruttiva insofferenza o contemplarlo come la moderna evoluzione di unโ€™inerzia millenaria. Al lettore la scelta.
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Racconto di una corsa nella terra del vino

10,00 
Svegliarsi alle sei del mattino per partire da Taurasi e attraversare correndo i paesi limitrofi con il fiume Calore come unico compagno di viaggio, perchรฉ? Perchรฉ la corsa non รจ solo uno sport, ma uno stile di vita e in questo libro diventa il modo di immergersi nella storia, nellโ€™archeologia e nella cultura che ci circonda. Nella terra del vino, dove tutto ci racconta di epoche lontane, ormai sbiadite dal tempo, o di altre piรน vicine, ma che stanno lentamente scomparendo.
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Racconto di una corsa nella terra del vino

10,00 
Svegliarsi alle sei del mattino per partire da Taurasi e attraversare correndo i paesi limitrofi con il fiume Calore come unico compagno di viaggio, perchรฉ? Perchรฉ la corsa non รจ solo uno sport, ma uno stile di vita e in questo libro diventa il modo di immergersi nella storia, nellโ€™archeologia e nella cultura che ci circonda. Nella terra del vino, dove tutto ci racconta di epoche lontane, ormai sbiadite dal tempo, o di altre piรน vicine, ma che stanno lentamente scomparendo.
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D-IO e Napoli

10,00 
Questo libro (...) ci restituisce in pieno una Napoli vera, viva, solare, ariosa, dorata, ventosa, ma anche ombrosa, oscura, con la sua povertร  e i suoi atavici problemi di sopravvivenza. Lavinio ama Napoli come chi scrive, come chi lโ€™ha veramente vissuta dal di dentro e, come tale, puรฒ raccontarla con veritร  ed amore.
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D-IO e Napoli

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Questo libro (...) ci restituisce in pieno una Napoli vera, viva, solare, ariosa, dorata, ventosa, ma anche ombrosa, oscura, con la sua povertร  e i suoi atavici problemi di sopravvivenza. Lavinio ama Napoli come chi scrive, come chi lโ€™ha veramente vissuta dal di dentro e, come tale, puรฒ raccontarla con veritร  ed amore.
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