Io, Nando Paone
15,00 €
Quando avevo sedici anni, a Bagnoli c’erano sei, sette sale e si andava al cinema senza sapere nulla del film che avremmo visto. Una sera c’era in programmazione L’inquilino del terzo piano di Roman Polanski. Quel film mi folgorò, anche per la straordinaria interpretazione di Polanski. Decido: “Voglio fare l’attore”.
È da questa folgorazione, come racconta lui stesso, che inizia di fatto l’avventura di Nando Paone nel mondo della recitazione. Da allora, in circa cinquant’anni di carriera, reciterà in più di cento opere tra teatro, cinema e televisione.
Nando Paone si racconta a trecentosessanta gradi in questa lunga intervista a cura di Ignazio Senatore, ripercorrendo tutta la sua carriera e riflettendo sul ruolo dell’attore e sul modo in cui la recitazione ha plasmato la sua vita.
* * *
“Il libro tocca puntualmente tutti gli aspetti sia umani che artistici di Paone, mettendo in rilievo le molteplici sfumature della sua personalità e la totale dedizione al lavoro dell’attore”. Antonio Tedesco, ProscenioIo, Nando Paone
15,00 €
Quando avevo sedici anni, a Bagnoli c’erano sei, sette sale e si andava al cinema senza sapere nulla del film che avremmo visto. Una sera c’era in programmazione L’inquilino del terzo piano di Roman Polanski. Quel film mi folgorò, anche per la straordinaria interpretazione di Polanski. Decido: “Voglio fare l’attore”.
È da questa folgorazione, come racconta lui stesso, che inizia di fatto l’avventura di Nando Paone nel mondo della recitazione. Da allora, in circa cinquant’anni di carriera, reciterà in più di cento opere tra teatro, cinema e televisione.
Nando Paone si racconta a trecentosessanta gradi in questa lunga intervista a cura di Ignazio Senatore, ripercorrendo tutta la sua carriera e riflettendo sul ruolo dell’attore e sul modo in cui la recitazione ha plasmato la sua vita.
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“Il libro tocca puntualmente tutti gli aspetti sia umani che artistici di Paone, mettendo in rilievo le molteplici sfumature della sua personalità e la totale dedizione al lavoro dell’attore”. Antonio Tedesco, ProscenioVenti di Cinema
18,00 €
Vent’anni sono tanti per qualsiasi cinematografia per gli inevitabili cambiamenti, trasformazioni, nuove modalità narrative. Il ventennio 1990 – 2010 del cinema italiano, oggetto di questo libro, ha la particolarità di essere un periodo-chiave visto che arriva dopo gli anni ‘70 e ‘80 che avevano fatto registrare il consolidamento dei generi e quasi contemporaneamente l’irruzione di movimenti e nouvelle vague e di nuovi autori che cominciarono a riconsiderare/ridisegnare la mappa del nostro cinema e a riflettere su modelli, filoni, stereotipi.
Le 150 recensioni comprese nel volume, selezionate tra le tante scritte dall’autore in qualità di critico cinematografico del quotidiano Il Mattino, sono in qualche modo lo specchio di cambiamenti, l’evidenziatore affidabile della possibile convivenza del cinema di serie A e serie B, del cinema autoriale e commerciale, di artisti e artigiani.
Il libro vuole essere un viaggio al tempo stesso piacevole, appassionante, utile ma anche spiazzante per l’approccio rigoroso al cinema italiano di quegli anni senza distinzioni tra film “alti” d’autore e prodotti “bassi” di consumo.
* * *
“Il lettore si trova immerso in un flusso di riflessioni, esposte con stile preciso e a tratti tagliente, che mettono in gioco la sua memoria di spettatore. E tra i meriti del volume c’è anche quello di riportare alla mente pellicole di valore troppo in fretta dimenticate o accolte distrattamente dal pubblico”. Antonio Tricomi, La Repubblica “C’è un po’ di tutto. Anche i B movies? Anche. Soprattutto, c’è tanta produzione italiana, perché Alberto Castellano non è soltanto un critico navigato ma un onnivoro di schermo, prima di tutto il grande, con tre, quattro film a settimana di cui cibarsi”. Luciano Giannini, Il MattinoVenti di Cinema
18,00 €
Vent’anni sono tanti per qualsiasi cinematografia per gli inevitabili cambiamenti, trasformazioni, nuove modalità narrative. Il ventennio 1990 – 2010 del cinema italiano, oggetto di questo libro, ha la particolarità di essere un periodo-chiave visto che arriva dopo gli anni ‘70 e ‘80 che avevano fatto registrare il consolidamento dei generi e quasi contemporaneamente l’irruzione di movimenti e nouvelle vague e di nuovi autori che cominciarono a riconsiderare/ridisegnare la mappa del nostro cinema e a riflettere su modelli, filoni, stereotipi.
Le 150 recensioni comprese nel volume, selezionate tra le tante scritte dall’autore in qualità di critico cinematografico del quotidiano Il Mattino, sono in qualche modo lo specchio di cambiamenti, l’evidenziatore affidabile della possibile convivenza del cinema di serie A e serie B, del cinema autoriale e commerciale, di artisti e artigiani.
Il libro vuole essere un viaggio al tempo stesso piacevole, appassionante, utile ma anche spiazzante per l’approccio rigoroso al cinema italiano di quegli anni senza distinzioni tra film “alti” d’autore e prodotti “bassi” di consumo.
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“Il lettore si trova immerso in un flusso di riflessioni, esposte con stile preciso e a tratti tagliente, che mettono in gioco la sua memoria di spettatore. E tra i meriti del volume c’è anche quello di riportare alla mente pellicole di valore troppo in fretta dimenticate o accolte distrattamente dal pubblico”. Antonio Tricomi, La Repubblica “C’è un po’ di tutto. Anche i B movies? Anche. Soprattutto, c’è tanta produzione italiana, perché Alberto Castellano non è soltanto un critico navigato ma un onnivoro di schermo, prima di tutto il grande, con tre, quattro film a settimana di cui cibarsi”. Luciano Giannini, Il MattinoCarlo Delle Piane
14,00 €
Carlo Delle Piane è stato uno dei più prolifici attori italiani.
Nella sua carriera ha lavorato, fin da bambino, con i più grandi registi e attori del panorama cinematografico italiano interpretando ruoli rimasti iconici.
Grazie al sodalizio con Pupi Avati mutò professionalmente, affrontando anche ruoli drammatici e arrivando a vincere, nel 1986, la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile al Festival del cinema di Venezia.
Ma chi era davvero Carlo Delle Piane? Se dell’attore sappiamo praticamente tutto, non abbiamo mai scoperto l’uomo, di cui sappiamo poco o nulla.
In questo libro scopriamo le dolcezze, i limiti, il rapporto con la musica e con le città da lui amate, gli aspetti più intimi e nascosti raccontati dalla donna che più di chiunque altro lo ha amato e compreso.
* * *
“La Crispino ci fa scoprire le dolcezze, i limiti, il rapporto con la musica e con le città da lui amate, gli aspetti più intimi e nascosti”. Alberto Castellano, il manifesto “La vicenda professionale di Carlo Delle Piane è lunga e complessa ma rimane sullo sfondo di quello che Pupi Avati definisce «un diario d’amore», ossia il racconto dei sei anni di matrimonio con la musicoterapeuta napoletana Anna Crispino, autrice del libro”. Ugo Cundari, Il Mattino “Con il suo stile semplice e diretto, Anna Crispino racconta una storia d’amore. Un amore la cui fiamma è ancora viva, come se quattro anni fa Delle Piane non avesse abbandonato per sempre le scene”. Antonio Tricomi, La Repubblica “Ma chi era davvero Carlo Delle Piane? Dalla dolcezza al «jazz che ascoltava di continuo», dalle passioni alle idiosincrasie e le maschere, a metterlo a nudo è la donna che lo conosceva bene, Anna Crispino, che lo sposò nel 2013 […] il libro istruisce sapide e sensibili convergenze parallele tra arte e vita, diaristica e compendio critico”. Rivista del CinematografoCarlo Delle Piane
14,00 €
Carlo Delle Piane è stato uno dei più prolifici attori italiani.
Nella sua carriera ha lavorato, fin da bambino, con i più grandi registi e attori del panorama cinematografico italiano interpretando ruoli rimasti iconici.
Grazie al sodalizio con Pupi Avati mutò professionalmente, affrontando anche ruoli drammatici e arrivando a vincere, nel 1986, la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile al Festival del cinema di Venezia.
Ma chi era davvero Carlo Delle Piane? Se dell’attore sappiamo praticamente tutto, non abbiamo mai scoperto l’uomo, di cui sappiamo poco o nulla.
In questo libro scopriamo le dolcezze, i limiti, il rapporto con la musica e con le città da lui amate, gli aspetti più intimi e nascosti raccontati dalla donna che più di chiunque altro lo ha amato e compreso.
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“La Crispino ci fa scoprire le dolcezze, i limiti, il rapporto con la musica e con le città da lui amate, gli aspetti più intimi e nascosti”. Alberto Castellano, il manifesto “La vicenda professionale di Carlo Delle Piane è lunga e complessa ma rimane sullo sfondo di quello che Pupi Avati definisce «un diario d’amore», ossia il racconto dei sei anni di matrimonio con la musicoterapeuta napoletana Anna Crispino, autrice del libro”. Ugo Cundari, Il Mattino “Con il suo stile semplice e diretto, Anna Crispino racconta una storia d’amore. Un amore la cui fiamma è ancora viva, come se quattro anni fa Delle Piane non avesse abbandonato per sempre le scene”. Antonio Tricomi, La Repubblica “Ma chi era davvero Carlo Delle Piane? Dalla dolcezza al «jazz che ascoltava di continuo», dalle passioni alle idiosincrasie e le maschere, a metterlo a nudo è la donna che lo conosceva bene, Anna Crispino, che lo sposò nel 2013 […] il libro istruisce sapide e sensibili convergenze parallele tra arte e vita, diaristica e compendio critico”. Rivista del CinematografoFino all’ultima sala
15,00 €
L’attuale situazione delle sale cinematografiche napoletane — e non solo — è complessa.
I multisala, lo streaming, l’assenza di cinema di quartiere sono solo alcuni degli elementi di un disordine su cui bisognerebbe fare chiarezza.
Le persone non vanno più al cinema, questo è un dato di fatto, ma c’era un tempo in cui le sale cinematografiche a Napoli erano centinaia. Come ripartire? Questa è la domanda che dovremmo porci per provare a dare una scossa all’attuale condizione.
In questo libro per cercare di comprendere il presente, si parte dallo studio del passato con un minuzioso lavoro di ricerca che raccoglie dati e numeri per provare, finalmente, a comporre un quadro chiaro della storia delle sale cinematografiche napoletane.
* * *
“Un lavoro davvero imperdibile, quasi come fosse un vecchio film d’avventura”. Giulio Baffi, La Repubblica “Con animo cinéphile e istinto da investigatore, il critico Giancarlo Giacci ha portato a termine un’impresa degna di nota”. Diego Del Pozzo, Il Mattino “Il cuore del volume sono le tabelle con le quali l’autore evidenzia il numero di sale cinematografiche che negli anni hanno chiuso i battenti […] Di fronte a questi dati impietosi viene in mente quanto affermava Peppuccio Tornatore: «Una città senza cinema è come un viso senza occhi»”. Ignazio Senatore, Corriere del Mezzogiorno “Solo un supporto cartaceo può restituire l’avventurosa storia dei cinema napoletani strappandola alla rassegnazione dell’oblio, all’ineluttabilità del dimenticatoio che tutto inghiotte e frulla, al piacere nostalgico di ricordare ogni tanto questa o quella sala che magari scatta quando ci si trova di fronte a un supermercato o a un garage che l’ha sostituita”. Alberto Castellano, Alias, il manifesto “È questa l’occasione per riaccendere il sogno del cinema e delle sale da cinema, e strappare la loro storia all’oblio”. Francesca Saturnino, L’Espresso NapoletanoFino all’ultima sala
15,00 €
L’attuale situazione delle sale cinematografiche napoletane — e non solo — è complessa.
I multisala, lo streaming, l’assenza di cinema di quartiere sono solo alcuni degli elementi di un disordine su cui bisognerebbe fare chiarezza.
Le persone non vanno più al cinema, questo è un dato di fatto, ma c’era un tempo in cui le sale cinematografiche a Napoli erano centinaia. Come ripartire? Questa è la domanda che dovremmo porci per provare a dare una scossa all’attuale condizione.
In questo libro per cercare di comprendere il presente, si parte dallo studio del passato con un minuzioso lavoro di ricerca che raccoglie dati e numeri per provare, finalmente, a comporre un quadro chiaro della storia delle sale cinematografiche napoletane.
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“Un lavoro davvero imperdibile, quasi come fosse un vecchio film d’avventura”. Giulio Baffi, La Repubblica “Con animo cinéphile e istinto da investigatore, il critico Giancarlo Giacci ha portato a termine un’impresa degna di nota”. Diego Del Pozzo, Il Mattino “Il cuore del volume sono le tabelle con le quali l’autore evidenzia il numero di sale cinematografiche che negli anni hanno chiuso i battenti […] Di fronte a questi dati impietosi viene in mente quanto affermava Peppuccio Tornatore: «Una città senza cinema è come un viso senza occhi»”. Ignazio Senatore, Corriere del Mezzogiorno “Solo un supporto cartaceo può restituire l’avventurosa storia dei cinema napoletani strappandola alla rassegnazione dell’oblio, all’ineluttabilità del dimenticatoio che tutto inghiotte e frulla, al piacere nostalgico di ricordare ogni tanto questa o quella sala che magari scatta quando ci si trova di fronte a un supermercato o a un garage che l’ha sostituita”. Alberto Castellano, Alias, il manifesto “È questa l’occasione per riaccendere il sogno del cinema e delle sale da cinema, e strappare la loro storia all’oblio”. Francesca Saturnino, L’Espresso NapoletanoUn Principe Dada
14,00 €
Sinossi: «Figli e fratelli, voglio farvi dono di tutta la mia ricchezza, ma le cose mie, strettamente mie, le porto via con me.»I lunghi corridoi della Facoltà di Medicina, i giorni a Calcutta per girare il primo film, le presentazioni nei teatri di Napoli, la Mostra del Cinema di Venezia, la Cappella Sansevero.
Una lunga passeggiata tra le vie di Napoli si trasforma in un memoir che porta alla luce i momenti più nascosti della vita di un artista.
Pittura, cinema, esoterismo, Storia e credenze popolari si mescolano in una scrittura a più livelli che racconta l’anima di un uomo, di una città e di una figura strettamente legata ad entrambe: il “nostro caro” Principe di Sansevero.
* * *
“Un lungo itinerario che si dipana attraverso i decenni, richiamando incontri, presenze, spettacoli, versi, esperienze e fantasmi per provare a fornire unitarietà e coerenza a un percorso articolato, vasto ed eccentrico”. Generoso Picone, Il Mattino “Una lunga passeggiata tra le vie di Napoli si trasforma in un memoir che porta alla luca i momenti più nascosti della vita dell’artista”. Alberto Castellano, il manifestoUn Principe Dada
14,00 €
Sinossi: «Figli e fratelli, voglio farvi dono di tutta la mia ricchezza, ma le cose mie, strettamente mie, le porto via con me.»I lunghi corridoi della Facoltà di Medicina, i giorni a Calcutta per girare il primo film, le presentazioni nei teatri di Napoli, la Mostra del Cinema di Venezia, la Cappella Sansevero.
Una lunga passeggiata tra le vie di Napoli si trasforma in un memoir che porta alla luce i momenti più nascosti della vita di un artista.
Pittura, cinema, esoterismo, Storia e credenze popolari si mescolano in una scrittura a più livelli che racconta l’anima di un uomo, di una città e di una figura strettamente legata ad entrambe: il “nostro caro” Principe di Sansevero.
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“Un lungo itinerario che si dipana attraverso i decenni, richiamando incontri, presenze, spettacoli, versi, esperienze e fantasmi per provare a fornire unitarietà e coerenza a un percorso articolato, vasto ed eccentrico”. Generoso Picone, Il Mattino “Una lunga passeggiata tra le vie di Napoli si trasforma in un memoir che porta alla luca i momenti più nascosti della vita dell’artista”. Alberto Castellano, il manifesto